Gesù, vero Dio e vero uomo

Papa Leone, a fine novembre, è stato in Turchia, ad Iznik, nuovo nome della località Nicea, per ricordare, insieme al patriarca ortodosso Bartolomeo, i 1700 anni del Concilio che lì si è svolto nel 325. Quali le motivazioni della convocazione del Concilio? Nella comunità cristiana era in corso un aspro dibattito riguardo alla persona di Gesù. Un uomo straordinario inviato da Dio oppure il Figlio di Dio? La predicazione di un sacerdote, Ario, aveva
convinto molti che Gesù fosse sì l’inviato di Dio ma che in Lui non ci fosse la natura divina.
Si trattava perciò di definire la verità in cui credere. Per ordine dell’imperatore Costantino, da poco convertito al cristianesimo, si è convocato appunto a Nicea un concilio, cioè una riunione di tutti i vescovi, per discutere la questione. E ne conosciamo l’esito. E’ stato definito che Gesù è contemporaneamente vero Dio e vero uomo. E questa verità di fede è confluita nella professione di fede che facciamo tutte le domeniche durante la
Messa, quando recitiamo il Credo.
Cosa c’entra tutto ciò con il Natale? C’entra talmente tanto che è il fondamento stesso della festa. A Natale noi celebriamo il mistero della incarnazione:  Dio ha scelto di condividere la nostra umanità. La poesia del Natale (luci, doni, albero, presepio…) non deve far dimenticare la grandezza di questo dono di Dio. Un Dio talmente vicino che ha scelto di essere uno di noi. Contempliamo insieme il Mistero!

Don Giambattista, parroco

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